Una scuola dove non si assegnano voti, ma si impara a stare insieme. Saluto di Paolo Colombo, Presidente Unitre

Una scuola dove non si assegnano voti, ma si impara a stare insieme. Saluto di Paolo Colombo, Presidente Unitre

Ci sono numeri che raccontano una storia meglio di tante parole. Trentasette anni di attività, settantasette corsi in programma, più di mille iscritti nell'anno appena concluso. Sono i numeri con cui l'Università delle Tre Età di Nichelino apre il suo nuovo anno accademico, e sono la prova più semplice di una cosa che qui dentro diamo per scontata: non si è mai troppo grandi per rimettersi a imparare qualcosa. 

Il programma di quest'anno è, come sempre, volutamente ampio: si va dai corsi pratici ai laboratori sino alle proposte più ludiche, come i corsi di ballo, le passeggiate e le escursioni, fino agli approfondimenti culturali sulla Divina Commedia, sulla medicina, sulla sociologia. Chi ci osserva da fuori vede un catalogo. Chi frequenta sa che sono due cose intrecciate: si impara qualcosa di nuovo e, nel farlo, si sta con gli altri. 
Su questo secondo punto vale la pena soffermarsi, perché non è un dettaglio sentimentale. L'Istat, nel Rapporto annuale di quest'anno, segnala che la quota di italiani che può contare su una rete di relazioni fitta è scesa al 35,2 per cento, mentre vent'anni fa era il 44,4. È un dato che dovrebbe farci riflettere tutti. Quando la rete si sfilaccia, avere un luogo dove ritrovarsi più volte alla settimana per seguire un corso non è un passatempo: è un pezzo di tenuta sociale di una città. 
E c'è di più. Il rapporto della Lancet Commission sulla demenza, che è il riferimento internazionale in materia, ha individuato quattordici fattori di rischio modificabili: agendo su tutti si potrebbe prevenire o ritardare quasi la metà dei casi. Tra quelli che pesano di più ci sono proprio l'isolamento sociale in età avanzata e un basso livello di istruzione. Sono, detto in altre parole, le due cose di cui l'UNITRE si occupa ogni giorno. Continuare a studiare qualcosa di nuovo e coltivare relazioni costruisce quella che gli studiosi chiamano riserva cognitiva, una specie di scorta a cui il cervello attinge per invecchiare bene. Chi si iscrive per curiosità, e magari lo fa in compagnia, sta facendo prevenzione senza saperlo. La testa, come diciamo qui dentro, va tenuta in esercizio esattamente come le gambe. 
L'esperienza di Nichelino ha poi una caratteristica sua: la presenza di molti giovani. Si iscrivono spesso insieme ad amici, per condividere un'esperienza o per imparare qualcosa che altrove non hanno trovato. Nello stesso periodo molte persone della generazione dei boomer stanno uscendo dal mondo del lavoro e trovano nell'UNITRE l'occasione per tenere allenata la testa e per coltivare quelle relazioni che, con la fine dell'attività lavorativa, inevitabilmente si affievoliscono. Il risultato è un mescolarsi di età che nelle aule funziona benissimo: l'età non è un limite, è un patrimonio di esperienze da scambiare. 
Dietro i settantasette corsi, poi, ci sono docenti e volontari che non prendono un euro. In Italia l'Istat conta 3,2 milioni di volontari, in larga parte tra i 45 e i 74 anni: l'UNITRE è fatta esattamente di quelle persone lì, che mettono a disposizione degli altri quello che sanno. A loro va il primo ringraziamento. Il secondo va al Comune di Nichelino: non abbiamo mai chiesto finanziamenti, ma a fronte di un'affluenza molto alta ci siamo trovati in difficoltà con i locali e abbiamo trovato disponibilità da parte di funzionari e giunta per aiutarci a risolvere i problemi. Resta un nodo aperto, e lo diciamo con franchezza: abbiamo bisogno urgente di una sede nuova. Ci stiamo lavorando e siamo ottimisti. 

Concludo con una garanzia: all'UNITRE non troverete soltanto dei corsi, ma una comunità pronta ad accogliervi. Buon anno accademico a tutti! 

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