A.D. 31°….saremo migliori, uguali o "diversi?

Saluto di Pier Bartolo Piovano, fondatore Unitre di Nichelino e Presidente onorario

Quesito, riflessioni…..che in questo periodo ed in svariati ambiti diventano ricorrenti e quasi obbligatori! Ho
voluto esordire con una sorta di provocazione : A.D. (anno Domini….anno del Signore…): mirando ad
enfatizzare l’anno storicamente del tutto particolare che andiamo ad affrontare (con molte incognite e….
“che il Signore ci aiuti!”) Anno “accademico” che prosegue la nostra storia (e non so se in queste condizioni
possiamo ancora usare tale denominazione aulica…) anno che potrà essere una sorta di assemblaggio di vari
corsi (brevi lezioni facendo uso di strumenti informatici)…ma l’incognita rimane!

Domanda / risposta : SI, saremo “DIVERSI” nella strutturazione della “didattica” ma anche nella “disponibilità
dei docenti”. Diversi perché noi docenti non saremo più sollecitati da quell’entusiasmo che ci ha da sempre
pervasi (mi pare facilmente intuibile…) nè da quella fantasia nel creare/inventare i nostri programmi; noi
docenti non saremo più sorretti dal vivace interesse necessario per essere al servizio attivo nel volontariato
socio/culturale! Ma DIVERSI, soprattutto….forse ( ma probabile per un certo periodo) perché non avremo
più il contatto diretto, la presenza fisica, la consueta comunicazione con i nostri studenti. Il rapporto
personale “de visu” tra docenti e discenti è fattore imprescindibile nell’operazione didattica, specie per le
età medio/alte!
Vi è pure da considerare l’ipotesi che, noi, potremmo essere “peggiori”! Il filosofo Levy ha pubblicato un libro
avente per titolo “Il virus ci rende folli”….quindi dando per assodato il potere malefico di questa pandemia,
nei suoi effetti fisici, socio economici, ma ancor più nella sua interazione negativa con la nostra mente (non
sono molto in accordo con questa posizione “estrema”)
Personalmente, a fronte di quanto detto, ritengo che sia possibile individuare, invece, una sorta di
“OPPORTUNITA’” nella “DIVERSITA’”: la formula magica di tutto ciò potrebbe essere (anzi deve essere) un
rinnovato e……“diverso” INVESTIMENTO nella CULTURA: in quanto a consapevolezza delle evidenti criticità
attuali e future, ma “consapevolezza”, comunque, della valenza universale ed unificante della cultura,
coniugata con modalità nuove di espressione e di relazione con il mondo circostante (quindi con gli studenti):
pertanto prendendo atto che le varianti della nuova comunicazione (anche tecnologica) ce lo consentono.
Ed allora, una UNITRE come “Centro d’ascolto” e luogo per una nuova lettura del “Libro della Persona
Umana”. SI, persona e persone che hanno subito traumi nell’ambito della salute fisica, persone che hanno
incontrato anche problematiche psicologiche depressive/ansiose, persone che vanno e andranno incontro a
notevoli disagi sul piano economico finanziario (con ricadute in tema di sopravvivenza personale e
famigliare…)
Quindi, per essere DIVERSA in modo “positivo” e produttivo, la nostra UNITRE dovrà tenere conto di tutto
ciò, in tempi e con modalità adeguate. Questo è quanto ci proponiamo di fare e di essere….in una nuova
“cultura della solidarietà”, che potrà proporsi di esempio alla nostra Città. Se non la certezza, almeno una
“speranza costruttiva” potrà costituire per noi un valido tracciante!
Buon ANNO ACCADEMICO per tutti (nonostante tutto…) La nostra fantastica avventura socio/culturale deve
continuare!

 

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